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Under 14 - Giro di boa

Articolo tratto dal sito del Real Torino.

Domenica 4 Dicembre si è chiuso il girone di andata del campionato Under 14 e possiamo, a questo punto della stagione, tentare un primo consuntivo.

A settembre abbiamo dovuto metabolizzare l’abbandono di tre atleti dell’anno ‘98, in aggiunta di ottima levatura: in questo momento, con il roster a regime, su 16 atleti complessivi schieriamo sei ragazzi del ‘99 e cinque del 2000, cinque collaudati atleti del ‘98 e le nostre due “gladiatrici” del ‘97, Chloè e Federica.

La partita odierna, che ci ha visto prevalere sul Milano Rossoblù per 3 a 1, ci vede comunque doppiare la boa di metà stagione primi in classifica, senza aver subito alcuna sconfitta.

Ancora una volta, al termine di un match giocato con il consueto agonismo da ambo le parti e non privo, nel solco della migliore tradizione, di qualche ruvidezza, dobbiamo rilevare come il Milano Rossoblù sarà il probabile candidato a giocarsi con la nostra formazione la prima piazza sul podio; come l’anno scorso non sarà facile, non sarà scontato.

Obbligatorio comunque non commettere passi falsi, perché anche gli altri, benché più distanziati, non stanno certamente a guardare: la Valpe ci è sembrata meglio impostata in campo e più solida della passata stagione; il Lecco si segnala per la consueta generosità agonistica dei suoi piccoli atleti, così pure i Bulldogs; il Varese trova sempre nel carattere l’uomo in più da gettare nella mischia; i Diavoli per ora più lontani.

Individualmente i ragazzi ci sembrano tutti indistintamente cresciuti sotto il profilo tecnico: abbiamo “molta roba” e davvero tanta qualità sul ghiaccio. L’ambizione è quella di ripetersi, ed è ovvio che sia maledettamente difficile, considerato che la squadra è, se possibile, ancora più “leggera” dell’anno scorso e non sfugge a nessuno che l’età e i chili (e mi riferisco esattamente a quelli della bilancia), come è naturale che sia, dovrebbero far pendere il piatto in una direzione, se e quando ci sposteremo più ad est. E’ vero che la “fame” ci sembra immutata - e questo è sempre di buon auspicio – ma, senza falsi buonismi, i ragazzi devono essere sin d’ora consapevoli che sono chiamati ad uno sforzo straordinario per crescere, più rapidamente di quanto fatto sinora, come squadra: il girone di ritorno ci confermerà se, oltre ad averne genericamente “la voglia”, la squadra ha l’attitudine e l’intenzione di rivivere il sogno.

La possibilità esiste e il cuore c’è già: ora dovremo collegarlo alla testa. In bocca al lupo.