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massimo da rin

 

«Stavolta saremo competitivi» Il nuovo allenatore dei biancazzurri è piuttosto ottimista. A Como inizia l’era Da Rin. La società del presidente Luca Ambrosoli, torna ad avere in panchina, dopo un decennio (prima per quattro anni il ceko Karel Blasek, poi dal 2016 il russo-ucraino Petr Malkov) un allenatore italiano. E che allenatore.


Massimo Da Rin (61 anni il 2 dicembre) è stato head coach di diverse nazionali giovanili (Under 18 e 20), delle società Courmaosta, Valpellice, Torino, Egna, Varese e Milano e ha conquistato vari titoli italiani. Attualmente è il tecnico della Nazionale di Para Ice Hockey, che andrà a caccia del pass olimpico. E proprio le Olimpiadi hanno dato una mano a portare Da Rin in riva al Lario. «In vista di Milano-Cortina 2026, con l’hockey che sarà ospitato nel capoluogo lombardo, le società operanti sul territorio hanno deciso di attuare una collaborazione - spiega -. Milano e Como hanno un farm team e ho accettato l’offerta dei lariani. Una piazza importante che vuole fare bene, dopo due mezze stagioni rovinate dalla pandemia».

 

«Lavorare per migliorare»


Il compito di Da Rin sarà di spessore. «Dobbiamo lavorare per migliorare e per far salire il livello dell’hockey. Anche unendo le forze di diverse società. In questo modo possiamo raggiungere un buon livello». Sugli obiettivi da raggiungere a Como, il tecnico è molto chiaro. «Non dovremo accontentarci di partecipare, ma vogliamo anche essere competitivi - dice -. Non faccio mai pronostici sul campionato, in estate. Per capire la reale forza delle avversarie, bisogna arrivare almeno a dicembre. Però stiamo allestendo una buona rosa. Ci mancano un altro straniero e un paio di italiani che ci faranno fare il salto di qualità». Sul calendario Da Rin non si esprime. «Dobbiamo partire bene. I punti sono sempre punti e vanno fatti. Però se inizi bene è meglio che correre dietro dopo». I giocatori dovranno adattarsi alla sua filosofia, diversa da quella di Malkov. «Mi ispiro alla scuola canadese - spiega -. È importante il pattinaggio, che è un punto fisso per la scuola russa, ma sono fondamentali anche la testa e la condizione fisica. Dobbiamo lavorare su tutte queste situazioni».

 

La Nazionale paralimpica


Da Rin dovrà seguire anche la Nazionale paralimpica. «Quando mi assenterò per i ritiri e la qualificazione olimpica, mi sostituirà Malkov, che è un allenatore che stimo molto e che lavora nella società per la crescita del giovanile - dice -. Spero di essere assente anche a febbraio del prossimo anno: vorrebbe dire che ci siamo qualificati per Pechino». Il tecnico può portare il portiere bregnanese Stillitano Santino alla quarta Olimpiade. «È una garanzia- conclude -. Sono due i posti a disposizione e ce la possiamo fare. Purtroppo nelle ultime due stagioni siamo stati penalizzati dalla pandemia che non ci ha permesso di giocare».